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Qualcheuntitled giorno fa ho letto di quella giornalista finanziaria inglese che per un anno si è privata tutto ciò che riteneva superfluo, dal caffè al bar all’abbonamento ai mezzi pubblici fino alle vacanze. Il risultato di un anno di rinunce ha portato a un risparmio di 23.000 dollari.

Siccome ultimamente la coperta a casa mia non è diventata solo corta ma è praticamente arrivata ad essere grande quanto un asciugamano da bidet, nelle  lunghe ricerche di sopravvivenza che faccio insieme al mio cervello ho provato a vedere di cosa mi posso disfare, anzi, mi devo. Poiché ormai il PIL dello Stato Libero di Capurso è in calo perenne e qualcosa la devo fare per invertire la tendenza se proprio non voglio dichiarare bancarotta e considerando che già vado a lavorare in bici e quindi risparmio 8,20€ a settimana di abbonamento ATM, su questo non posso fare di più.

In fin dei conti non sono una giornalista finanziaria ma mi occupo di analisi e gestione del credito, posso provare almeno a ragionarci e allora…

-Le vacanze- Diciamo pure che anche quest’anno, il terzo consecutivo, ce le possiamo scordare. Magari le passeremo in bici, magari potremmo organizzarci e studiare itinerari facilmente percorribili e raggiungibili e trovare alloggi a basso costo. Potremmo inventarci una vacanza veramente alternativa (dai sono ottimista).

-La colazione- Ecco, questa è una dipendenza patologica per me, cascasse il mondo la mattina devo andare a bere il caffè e mangiare la brioche al bar e lo faccio 365 giorni l’anno! Facendo i conti della serva sono circa 2€ al giorno che moltiplicato per 365 giorni fanno 730€ l’anno. Ma. E’ mezzo stipendio! Ok mi sono convinta, da oggi colazione a casa con pancake home made (costo di realizzazione bassissimo). Ma qui sopraggiunge un altro problema: le capsule “Dolce Gusto”. Anche questa roba qui crea dipendenza, ma se penso che una scatola da 16 capsule costa quasi 6€ e in casa mia dura al max ¾ giorni significa che ne acquistiamo più o meno 100 scatole l’anno che fanno 600€. Ok, convinta. Torniamo alla moka.

E adesso il tasto dolentissimo, le sigarette. Il proposito più difficile da attuare, smettere di fumare.Fumo un pacchetto di sigarette al giorno sano sano (si fa per dire), quindi in un anno spendo 1.800€ in tabacco e nicotina. Bisogna provare a fare di necessità virtù e anche se già mi vedo come una eroinomane stile TRAINSPOTTING in crisi d’astinenza da paura e mi vedo infilata dentro un cesso e poi a nuotare in un mare minato mi voglio impegnare. Per lo meno ci provo.

 Per il momento mi fermo quì, perché nonostante abbia recuperato virtualmente già più di 3.000€, al pensiero di dover rinunciare a caffè e sigarette mi è venuta la depressione.

A prestissimo.

 

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